Quali poteri ha il re del Marocco?
La Costituzione del 2011 è stata presentata come una svolta democratica. Rileggerla articolo per articolo mostra quanto potere è rimasto al Palazzo.
Nel 2011, mentre le piazze arabe chiedevano la fine dei regimi, il Marocco scelse un’altra strada: una nuova Costituzione, scritta su iniziativa del re e approvata con un referendum. Fu raccontata come una svolta. Per capire che cosa è cambiato davvero, bisogna leggere il testo.
Da dove nasce la Costituzione del 2011?
Mohammed VI è salito al trono nel luglio 1999, alla morte del padre Hassan II. Il 20 febbraio 2011 migliaia di persone scesero in piazza in decine di città marocchine: il Movimento 20 febbraio chiedeva una monarchia parlamentare, la fine della corruzione, più giustizia sociale. A marzo il re annunciò una riforma della Costituzione, preparata da una commissione da lui nominata.
Il referendum si tenne il 1° luglio 2011. Secondo i dati ufficiali i sì furono il 98,5%. Il Movimento 20 febbraio, che aveva chiesto di boicottare il voto, contestò i risultati e denunciò irregolarità.
Che ruolo religioso ha il re?
Il re è Amir al-Mu’minin, Comandante dei credenti (articolo 41). Presiede il Consiglio superiore degli ulema, l’unico organo autorizzato a emettere fatwa ufficiali, ed esercita «in modo esclusivo» le prerogative religiose legate a questo titolo. È un potere che nessun’altra istituzione condivide e che nessun voto può toccare.
Che cosa decide come capo dello Stato?
L’articolo 42 lo definisce capo dello Stato, simbolo dell’unità della nazione e «arbitro supremo» tra le istituzioni. Altri articoli completano il quadro:
- può sciogliere il parlamento (articolo 51);
- esercita il diritto di grazia (articolo 58);
- può proclamare lo stato d’eccezione (articolo 59);
- nomina sei dei dodici membri della Corte costituzionale (articolo 130).
Molti dei suoi atti, i dahir, non hanno bisogno della controfirma del capo del governo: tra questi quelli religiosi, lo scioglimento del parlamento, la nomina dei giudici e lo stato d’eccezione (articolo 42).
Chi governa: il re o il capo del governo?
La Costituzione prevede due consigli.
- Il Consiglio di governo è presieduto dal capo del governo e discute politiche pubbliche, progetti di legge e decreti (articolo 92).
- Il Consiglio dei ministri è presieduto dal re (articolo 48). Qui si decidono gli «orientamenti strategici» dello Stato, le revisioni della Costituzione, le leggi organiche, le linee generali della legge di bilancio, i testi militari, la dichiarazione di guerra e le nomine chiave: wali e governatori, ambasciatori, governatore della banca centrale, responsabili della sicurezza interna e delle imprese pubbliche strategiche (articolo 49).
Il re nomina il capo del governo all’interno del partito arrivato primo alle elezioni (articolo 47): è una novità del 2011, perché prima poteva sceglierlo liberamente. Ma il Consiglio di governo prepara, il Consiglio dei ministri decide. Il governo amministra; la direzione dello Stato resta al Palazzo.
Il primo capo del governo nominato con queste regole, Abdelilah Benkirane, lo ha riconosciuto a modo suo. Secondo quanto riportato da TelQuel nel marzo 2015, in un’intervista radiofonica disse di tenere conto del parere del re anche quando si discosta dai propri principi religiosi, perché il re è il Comandante dei credenti.
E l’esercito e la giustizia?
Il re è capo supremo delle Forze armate reali e nomina agli incarichi militari (articolo 53). Approva con dahir la nomina dei magistrati (articolo 57) e presiede il Consiglio superiore del potere giudiziario (articolo 115).
Che cosa è cambiato rispetto al 1996?
Due cambiamenti sono reali. Il capo del governo deve venire dal partito che vince le elezioni. E la persona del re non è più «sacra»: la Costituzione del 1996 la dichiarava «inviolabile e sacra», quella del 2011 «inviolabile» e degna di «rispetto» (articolo 46). La versione araba del testo parla però di rispetto e di venerazione, una formula che diversi commentatori hanno letto come un modo di conservare la sostanza del vecchio aggettivo.
Cosa dice il testo
- Religione, esercito, scioglimento del parlamento, grazia e stato d'eccezione restano poteri del re.
- Strategia e nomine chiave passano dal Consiglio dei ministri, che il re presiede.
Cosa il testo non dice
- Come questi poteri vengono esercitati nei fatti.
- Quanto conta la cerchia di consiglieri, che la Costituzione non menziona.
Perché conta?
Una Costituzione racconta come un paese vuole essere visto. Quella marocchina del 2011 descrive una monarchia in cui il re regna, arbitra e decide le questioni strategiche, mentre il governo eletto amministra. La prossima puntata mostra che cosa succede quando le due cose entrano in conflitto: i cinque mesi del 2016-2017 in cui il Marocco è rimasto senza governo.
Fonti
- Regno del Marocco, testo adottato con referendum il 1° luglio 2011 (versione francese), Costituzione del Regno del Marocco (2011), artt. 41, 42, 46, 47, 48, 49, 51, 53, 57, 58, 59, 92, 115, 130, 1 luglio 2011
- Regno del Marocco (versione francese), Costituzione del Regno del Marocco (1996), artt. 23 e 24, 13 settembre 1996
- IFES ElectionGuide, Morocco, Constitutional Referendum, 1 July 2011 — dati ufficiali: 98,50% di sì
- Global Voices, Morocco: Protests over reform continue, 5 luglio 2011 — contestazione dei risultati da parte del Movimento 20 febbraio
- Jadaliyya, Commento sulla nuova Costituzione marocchina e sulla scomparsa del termine «sacro»
- TelQuel, Benkirane prend en considération l'avis du roi même s'il diffère de ses principes religieux, 20 marzo 2015